venerdì 28 ottobre 2011

In memoria di James Hillman

E' morto ieri a 85 anni James Hillman. Il Giorno Pagano Europeo della Memoria lo ricorda con il suo inno ad Afrodite, pubblicato in La giustizia di Afrodite, Capri, La Conchiglia, 2008:
Così, Grande Signora che a tratti chiamerò alla greca Afrodite e a tratti Venere alla latina, da' a noi il permesso di indagare sulla Tua natura, non solo per i nostri scopi umani - per trovare amore e bellezza e piacere nelle nostre vite - ma anche in funzione dei Tuoi fini - affinché le strane pulsioni e gli irresistibili allettamenti che emanano dalla tua presenza possano, per Tua maggiore felicità, entrare in questo mondo, che riempi della Tua essenza sensuale.
Troppo a lungo, o Grande Signora, sei stata vista solo come la Dorata, la Sorridente, come ti chiamavano i greci; solo come portatrice di dolci tentazioni che trasgrediscono l'ordine etico e prescindono dalla giustizia. Coloro che Ti fanno da seguito e si arricchiscono dei Tuoi doni - poeti, amanti, musicisti, artigiani, pittori e quanti altri colorano il mondo, e quanti imprimono a ogni momento della giornata il segno di Venere nel loro modo di fare, parlare, vestire; e quanti anche solo nel portamento o nel profumo diffondono fascino, sensualità, leggerezza di tocco, frivolezza perfino, insieme alla follia della passioni - tutti questi Tuoi seguaci sono stati troppo a lungo relegati a un rango inferiore e banale, né serio né morale.
In questo esordio invoco la Tua presenza, non senza trepidazione, perché la storia insegna che rivolgersi direttamente a Te spesso porta alla catastrofe. Pensa a Paride, che Ti preferì a Atena e Era, pensiamo alle conseguenze: Troia in macerie, le morti degli eroi, i fatti di sangue che ne seguirono e le tragedie teatrali che ne nacquero. Pensa a Anchise, che godette della Tua protezione solo per finire sfigurato, colpito dal fulmine. O pensa a Didone, regina di Cartagine, una delle Tue favorite: alla sua sofferenza, che l'accompagnò anche negli Inferi molto dopo la fine della sua vita terrena, ancora e sempre tormentata dall'abbandono di Enea, che aveva alzato le vele verso il Lazio; o a Fedra, resa folle dal suo amore illecito per il figliastro Ippolito. E pensa alle nostre vite, a come ci riduciamo quando ci visita la Tua ispirazione afroditica: diventiamo bugiardi, impostori, pazzi di gelosia, vanesi, fanatici, maniacali e crudeli.
Grande Signora, sii gentile con noi oggi.
In preparazione presso Adelphi una sua raccolta, che dovrebbe uscire entro fine dicembre.

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